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Tempo di lettura: circa 5 minuti  ยท  17 agosto 2026

Il 14 agosto, nel pieno dell’estate, la Commissione europea ha scelto di non fare pausa e ha pubblicato dieci documenti di guidance dedicati al CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Non รจ una notizia da derubricare a routine amministrativa: รจ il primo pacchetto organico di istruzioni operative pensato per il regime definitivo, quello partito il 1ยฐ gennaio 2026 dopo la chiusura della fase transitoria. Se importate cemento, idrogeno, fertilizzanti, ghisa e acciaio, alluminio o elettricitร  da Paesi extra-UE (o se rischiate di rientrare nei moltissimi altri prodotti che, prossimamente, saranno previsti nella disciplina e dunque negli obblighi in discorso), questo aggiornamento vi riguarda direttamente.

Cosa cambia rispetto alla fase transitoria

Fino al 2025 il CBAM era un esercizio di sola rendicontazione: si dichiaravano le emissioni incorporate senza alcun esborso. Dal 2026 la musica cambia. Gli dichiaranti CBAM autorizzati โ€” di norma l’importatore, o il rappresentante doganale indiretto quando previsto โ€” devono acquistare e restituire annualmente certificati CBAM, il cui prezzo รจ agganciato alla quotazione delle quote ETS. Il numero di certificati da restituire tiene conto del phase-in del CBAM, del parallelo phase-out dell’assegnazione gratuita ETS (che si completerร  nel 2034) e dell’eventuale prezzo del carbonio giร  pagato nel Paese terzo di produzione.

La prima scadenza concreta รจ giร  fissata: la dichiarazione CBAM relativa alle emissioni incorporate nei beni importati nel 2026 andrร  presentata tramite il CBAM Registry entro il 30 settembre 2027. Da lรฌ in avanti, cadenza annuale.

I quattro documenti generali

Il cuore metodologico della guidance si trova nei primi quattro documenti, pensati soprattutto per gli operatori degli impianti extra-UE che producono beni CBAM:

  • Guida n. 1 โ€“ Introduzione ai concetti CBAM: mappa il ciclo di compliance, i ruoli (dichiarante autorizzato, operatore dell’impianto, verificatore accreditato, certificatore del prezzo del carbonio, autoritร  competente), le scadenze e le esenzioni. รˆ il documento da cui partire.
  • Guida n. 2 โ€“ Quick guide per operatori extra-UE: un percorso guidato โ€” dalla pianificazione del piano di monitoraggio alla verifica finale โ€” con rimandi puntuali agli altri documenti della serie.
  • Guida n. 3 โ€“ Metodi di calcolo delle emissioni incorporate: gli obblighi di monitoraggio e le raccomandazioni per chi produce beni CBAM, comprese le regole per l’uso dei valori di default forniti dalla Commissione quando mancano dati reali verificati.
  • Guida n. 4 โ€“ Calcolo dell’aggiustamento per l’assegnazione gratuita: spiega, con esempi pratici, come si traduce l’assegnazione gratuita ETS in una riduzione del numero di certificati CBAM da restituire โ€” probabilmente il passaggio tecnico piรน insidioso dell’intero meccanismo.

Le sei guide settoriali

Alle guide generali si affiancano sei documenti dedicati ciascuno a un settore CBAM, con approfondimenti su processi produttivi, catene del valore e criteri di monitoraggio specifici, corredati da esempi numerici: cemento, idrogeno, fertilizzanti, ghisa e acciaio, alluminio, elettricitร .

Un dettaglio che vale la pena notare

Nella logica di favorire i metodi di monitoraggio piรน accurati senza gravare eccessivamente sugli operatori, la Commissione fissa un parametro operativo preciso: il beneficio di un miglioramento metodologico si valuta usando un prezzo di riferimento di 80 euro per tonnellata di CO2e, e le misure non si considerano onerose fino a un costo cumulato di 4.000 euro l’anno. รˆ il tipo di soglia che, in un controllo o in una verifica, fa la differenza tra un piano di monitoraggio difendibile e uno contestabile.

Perchรฉ conviene occuparsene ora

Per le imprese europee che importano questi beni, e per i produttori extra-UE con cui lavorano, il valore pratico di questo pacchetto sta in tre punti:

  • capire subito quali dati servono per usare valori reali, verificati, invece dei default della Commissione โ€” che tendenzialmente penalizzano chi non fornisce dati propri;
  • impostare un piano di monitoraggio solido prima che la pressione delle scadenze lo renda un esercizio affrettato;
  • comprendere l’aggiustamento per l’assegnazione gratuita, che incide direttamente sul numero โ€” e quindi sul costo โ€” dei certificati da acquistare.

Per approfondire

La serie completa, in scaricabile gratuito, รจ disponibile sulla pagina ufficiale della Commissione europea: The European Commission publishes a series of guidance documents to support CBAM implementation in the definitive period. Consiglio di scaricare almeno la Guida n. 1 e, in base al settore merceologico di interesse, la relativa guida settoriale.

Chi importa beni CBAM, o lavora con fornitori extra-UE in questi settori, farebbe bene a passare dalla fase di attesa a quella di azione: il regime definitivo non lascia piรน margini di rodaggio.

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Massimiliano Mercurio