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Dopo oltre venticinque anni di negoziati, l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur smette di essere una promessa e diventa operativo. La Commissione europea ha completato l’ultimo passaggio procedurale previsto, inviando una nota verbale al Paraguay โ custode legale dei trattati del Mercosur โ e notificando cosรฌ formalmente ai Paesi del blocco lo strumento di applicazione provvisoria dell’accordo commerciale interinale. La data di avvio รจ fissata: 1ยฐ maggio 2026.
L’accordo si applicherร in via provvisoria tra l’UE e tutti i Paesi del Mercosur che avranno completato la ratifica e notificato formalmente l’adesione entro la fine di marzo. Argentina, Brasile e Uruguay lo hanno giร fatto, mentre il Paraguay, che ha recentemente ratificato l’intesa, dovrebbe inviare a breve la propria notifica.
Un mercato da quasi 300 milioni di consumatori, finora quasi inaccessibile
Il Mercosur non รจ un mercato qualsiasi. Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay contano quasi 300 milioni di abitanti e, insieme all’Unione Europea, formano un bacino complessivo di circa 700 milioni di persone, la piรน grande area di libero scambio mai creata tra due blocchi continentali. Eppure, fino ad oggi, accedervi aveva un costo elevato: i dazi applicati dai Paesi Mercosur raggiungevano il 35% sulle auto, il 20% sui macchinari, il 18% sui prodotti chimici, e fino al 55% su alcune categorie agroalimentari.
Con l’entrata in vigore dell’accordo, questo scenario cambia strutturalmente. L’intesa prevede l’eliminazione dei dazi sul 91% delle esportazioni europee verso il Sudamerica, creando un quadro stabile e prevedibile per scambi e investimenti. Le imprese UE risparmieranno complessivamente oltre 4 miliardi di euro di dazi doganali all’anno.
Il vantaggio competitivo italiano: numeri e settori
L’Italia ha molto da guadagnare โ e i numeri lo confermano. Secondo le stime del Centro studi di Unimpresa, tra il 2026 e il 2028 le esportazioni italiane verso Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay potrebbero aumentare in media del 40%, passando dagli attuali 7,4 miliardi di euro a oltre 10,4 miliardi, con un incremento complessivo vicino ai 3 miliardi. Un salto che non sarebbe episodico, ma strutturale.
I settori industriali italiani che beneficeranno maggiormente dell’azzeramento progressivo dei dazi sono macchinari e apparecchiature elettriche (3,1 miliardi di euro di export attuale, con dazi oggi tra il 14% e il 20%), prodotti chimici e farmaceutici (1,2 miliardi), acciaio e prodotti metallici (534 milioni), strumenti ottici e medici (349 milioni) e materie plastiche (359 milioni).
L’accordo apre nuove prospettive anche nel settore dei servizi, dove l’Italia esporta giร per circa 1,9 miliardi di euro l’anno, soprattutto in turismo, servizi alle imprese e trasporti, con facilitazioni previste per l’accesso ai mercati finanziari, delle telecomunicazioni e del digitale.
Made in Italy protetto: 57 Indicazioni Geografiche riconosciute nel Mercosur
Uno dei risultati piรน rilevanti per le eccellenze italiane riguarda la protezione delle denominazioni di origine. Per la prima volta in un accordo commerciale di questa portata, il blocco Mercosur si impegna a riconoscere e tutelare un numero molto elevato di denominazioni europee, limitando l’uso improprio di nomi geografici e contrastando fenomeni di evocazione e italian sounding.
L’accordo prevede il divieto di imitazione di oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’UE riconosciuti come indicazioni geografiche, di cui 57 italiane โ il maggior numero di indicazioni geografiche mai protetto in un accordo dell’UE. Tra queste figurano Prosecco, Chianti, Asiago, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano e Pomodoro S. Marzano. La protezione legale contro le imitazioni consentirร di collocare questi prodotti su una fascia di valore premium, con prezzi stimati tra due e tre volte superiori rispetto ai prodotti generici.
Vale tuttavia segnalare un elemento di gradualitร : per alcune indicazioni geografiche italiane la piena tutela sarร assicurata solo dopo un periodo di phasing out tra i 5 e i 10 anni, durante i quali coesisteranno con denominazioni sudamericane. ร il caso, tra gli altri, del Taleggio (5 anni in Argentina e Brasile), del Gorgonzola (5 anni in Argentina, Brasile, Uruguay) e del Prosciutto di Parma (7 anni in alcuni Paesi).
PMI italiane: la grande occasione
Le PMI, che rappresentano il 98% degli esportatori italiani, potranno beneficiare di procedure doganali semplificate, minori oneri amministrativi e strumenti di supporto dedicati per l’accesso alle gare d’appalto pubbliche nei Paesi Mercosur. ร un’opportunitร che riguarda non solo i grandi gruppi industriali, ma l’intera filiera produttiva italiana, spesso composta da imprese di piccole dimensioni con prodotti ad alto valore aggiunto e forte identitร territoriale.
Un elemento di cautela: il quadro giuridico รจ ancora in evoluzione
Occorre essere trasparenti su un aspetto che le imprese non possono ignorare. L’applicazione provvisoria dell’accordo non richiede la ratifica del Parlamento europeo, la cui approvazione รจ stata sospesa in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia dell’UE sulla compatibilitร dell’accordo con i Trattati. In caso di voto contrario del Parlamento europeo, l’accordo decadrebbe; in caso di approvazione, nulla cambierebbe rispetto all’applicazione in corso. ร uno scenario di incertezza giuridica residua che le imprese devono considerare nella propria pianificazione strategica, pur essendo al momento lo scenario piรน sfavorevole considerato improbabile dagli analisti.
Cosa fare ora: il tempo รจ una variabile competitiva
L’accordo รจ operativo tra poco piรน di cinque settimane. Le imprese che si faranno trovare pronte avranno un vantaggio concreto rispetto a quelle che attendono. Le prioritร operative immediate includono: la verifica della classificazione doganale delle proprie merci e delle regole di origine preferenziale applicabili; la mappatura dei contingenti tariffari (TRQ) per le categorie sensibili; la revisione della documentazione di origine in ottica preferenziale; la valutazione delle opportunitร di accesso agli appalti pubblici nel Mercosur; e โ per il settore agroalimentare โ la gestione della transizione nei Paesi in cui la protezione delle IG รจ soggetta a periodo di coesistenza.
L’Italia ha una presenza storica, culturale e imprenditoriale in America Latina che nessun altro Paese europeo puรฒ vantare. Con un incremento strutturale stimato vicino ai 3 miliardi di euro nel prossimo triennio, trasformare questa vicinanza in vantaggio competitivo concreto non รจ solo un’opportunitร : รจ una responsabilitร verso il Sistema Italia.
Per approfondimenti operativi sull’accordo UE-Mercosur e sulle implicazioni doganali e di origine per la vostra impresa, il team di Hermes รจ a disposizione per una consulenza dedicata.

